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lunedì 22 ottobre 2018

Cittadinanza estera, quando può essere disconosciuta o revocata


All’interno dell’Unione Europea per risolvere le questioni aventi connessioni con diversi sistemi giuridici nazionali (è il caso ad esempio delle successioni aventi carattere di internazionalità) si utilizza tradizionalmente il criterio di collegamento basato sui legami personali della residenza abituale e della cittadinanza dell’interessato.
Il legislatore europeo tuttavia sta progressivamente preferendo il criterio della residenza abituale a quello della cittadinanza. Nel caso delle separazioni e divorzi, della responsabilità genitoriale, degli obblighi alimentari, delle obbligazioni contrattuali ed extracontrattuali e, da ultimo, le successioni transnazionali viene fissato quale principio cardine per individuare la legge applicabile quello della residenza abituale.
In alcuni casi è fatta salva la possibilità di scegliere la legge dello Stato di cui si ha la cittadinanza aprendo le porte alla pianificazione, optando quindi per la legge più favorevole.
Ma cosa se una persona acquisisce la cittadinanza di un Paese soltanto al fine di poter essere assoggettato alle sue leggi?

martedì 16 giugno 2015

Voluntary Disclosure, ultima occasione per l'emersione dei capitali esteri

La Voluntary Disclosure è l’ultima opportunità che consente di regolarizzare i capitali esteri non dichiarati in Italia sanando la propria posizione fiscale, con una completa immunità sotto il profilo penale, e preservando l'effettiva disponibilità del patrimonio.

La VD si inserisce nel contesto internazionale di lotta globale all’evasione fiscale. Dal momento che il trasferimento di numerosi capitali  in realtà “offshore” ha prodotto a livello globale una notevole erosione delle risorse fiscali dei singoli Paesi, Stati Uniti e Unione Europea hanno fatto forti pressioni nei confronti dei Paesi Black Lists affinché questi, con la minaccia dell’isolamento nell’operatività mondiale, aderiscano a un sistema di scambio automatico dei dati.

lunedì 11 maggio 2015

La fine dei paradisi fiscali

A seguito delle intese stipulate in sede OCSE, molti Paesi si stanno progressivamente allineando alle regole internazionali sullo scambio dei dati in materia di cooperazione amministrativa. Anche molti Stati precedentemente inseriti nella c.d. "Black List" hanno cominciato ad allinearsi agli standard internazionali di trasparenza.

Che cosa prevede l’accordo stipulato tra l’Italia e la Svizzera?
Il recente accordo stipulato con la Confederazione Elvetica concerne una modifica del Trattato tra Italia e Svizzera sulle doppie imposizioni e rivede l'articolo sullo scambio di informazioni adeguandolo agli standard Ocse. Si tratta quindi dell'ultima occasione per il cittadino che voglia mettersi in regola di regolarizzare la propria posizione con il fisco italiano senza incorrere in sanzioni penali per reati fiscali.
La legge sulla Voluntary Disclosure prevede, infatti, che questo accordo sia il presupposto per poter beneficiare di una consistente riduzione delle sanzioni e dei medesimi termini di accertamento previsti per i Paesi che rientrano nella White List dell'Amministrazione Finanziaria.
La conseguenza più importante dell'accordo con la Svizzera è, dunque, quella di consentire all'Agenzia delle Entrate italiana di richiedere informazioni finanziarie relative ai propri contribuenti che detengano attività non dichiarate nella Confederazione Elvetica, decretando di fatto la fine del segreto bancario svizzero.

lunedì 8 aprile 2013

L'adattamento del diritto internazionale e la tutela dei valori costituzionali italiani



L'adattamento è il processo tramite il quale lo Stato adegua il proprio ordinamento interno agli obblighi di natura internazionale. Lo Stato infatti appartiene contemporaneamente a due ordinamenti diversi: deve quindi rispettare sia gli obblighi che nascono dal diritto internazionale, sia quelli che gli impone il diritto interno. La Corte permanente di giustizia internazionale e la Convenzione di Vienna sui trattati del 1969 hanno confermato che uno Stato non può invocare il proprio diritto interno per giustificare l'inadempimento di un proprio obbligo internazionale. L'adempimento a tali obblighi può quindi avvenire mediante una modificazione del proprio diritto interno da parte di uno Stato.